Museo della Certosa di Pavia

Il Museo della Certosa, la cui visita costituisce un fondamentale complemento alla conoscenza del complesso monumentale, si trova all’interno del Palazzo Ducale, antica foresteria del monastero e ospita opere provenienti dallo straordinario edificio monastico o a esso collegate. Nel 1883 l’architetto milanese Tito Vespasiano Paravicini propose per primo al Ministero della Pubblica Istruzione l’idea di iniziare a raccogliere e archiviare in un solo locale marmi, terrecotte e altri affini, per costituire un museo.
La realizzazione vera e propria sui due piani del Museo si deve al direttore dell’ufficio regionale per la conservazione dei monumenti in Lombardia, Luca Beltrami. Nella galleria del pianoterra venne creata la Gipsoteca, un unicum non solo in Lombardia ma anche nel panorama italiano: essa raccoglie più di 200 calchi di grande e piccola dimensione; venne realizzata per scopi didattici e di studio e per consentire ai visitatori la visione ravvicinata dei dettagli degli originali rinascimentali, collocati in alto sulla facciata certosina.
Al piano superiore sono conservati gli straordinari altorilievi del Bambaia, le sculture dell'Amadeo e del Mantegazza, altri capolavori di scultura in pietra policroma di artisti lombardi della seconda metà del secolo XV, dipinti murali del XVI secolo staccati dalle sedi originarie, dipinti su tavola, come la Pala del Montagna, l’"Ecce homo” copia da Bramantino, “San Martino” e “Sant’Ambrogio” del Luini. Si segnala inoltre lo splendido studiolo affrescato con grottesche, telamoni e storie di re e imperatori della metà del XVI secolo.

 

Per ulteriori informazioni consulta il sito:
www.museo.certosadipavia.beniculturali.it

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